Le Specialità delle Dolomiti 3: IL PANE

Con il nuovo anno voglio presentarvi una peculiarità del Sudtirolo, il pane.

Il pane è sempre presente sulle tavole tirolesi ed è il compagno ideale dei loro piatti tipici: non si può mangiare dello speck buono senza del buon pane! 

Generalmente è un pane robusto, prodotto con farine locali e cotto ad altissime temperature.

Oggi voglio proporvi la ricetta del pane tirole che preferisco, il pane tipico di Fiè con semi di finocchio e cumino, ideale per accompagnare salumi e affettati nostrani.  In origine questo pane era prodotto dai contadini della zona di Fiè, i quali sapientemente davano forma e consistenza a questo pane di segale non con le mani, ma semplicemente sottoponendolo ad un lieve e continuo scuotimento circolare su dei taglieri. Questo procedimento era nato per dare forma ad un pane che aveva un impasto molto tenero e gli conferiva la classica forma a cerchio sottile in centro e più spessa ai lati.

TEMPO DI COTTURA: 2 ore

DIFFICOLTA’: facile

Mescolare bene 750 g di farina di segale e 250 g di farina di frumento con 1 cucchiaio e mezzo di sale. La ricetta prevede l’aggiunta di 1 cucchiaino di semi di finocchio, di cumino e 1 cucchiaio di trigonella caerulea detta erba zingara. L’erba zingara è davvero difficile da trovare fresca per chi non abita in Alto Adige, potete pertanto comprarla in polvere al supermercato o in erboristeria. Sciogliere 30 g di lievito per pane in  800 ml di acqua tiepida ed unire il liquido alle farine, lavorare fino ad ottenere un composto di pasta morbida. Lasciare lievitare l’impasto per circa 1 ora, formare poi dei pezzi di pane grandi come il palmo della mano, mettere su un canovaccio infarinato così da non farlo attaccare alle pagnotte e far lievitare ancora per circa 30 minuti coperti. Dopo la lievitazione mettere i pezzi  di pasta su piatti di 30 cm di diametro abbondantemente infarinati e muovere ciascun piatto in tondo finchè la pasta si sia espansa coprendo quasi tutto il piatto. Imburrare una teglia da forno e spolverare con farina, sistemare sopra i pani capovolgendoli. Cuocere per circa 30 minuti in forno già a temperatura di 200 – 220 °C.

CONSIGLIO: Si può aumentare l’aroma del pane aumentando la quantità delle spezie a piacimento.

Le Specialità delle Dolomiti 2: LE ZUPPE

Oggi vi presento una seconda specialità tipica del Sudtirolo e delle Doloniti: le zuppe tirolesi calde e sostanzione!

Sono tantissime le varietà di zuppe dell’Alto Adige, tra le quali ricordo la zuppa al vino di Terlano o la zuppa agra di Bolzano o la corposa zuppa d’orzo alla contadina, che spesso lasciano davvero poco spazio ai piatti di carne e sono servite come piatto unico perchè sostanziose e sazianti.

Tra le varie ricette ho scelto per voi un “must” tra i piatti tirolesi servito durante il periodo del Torggelen (autunno): la zuppa d’orzo!

L’orzo è sempre stato molto diffuso in Alto Adige grazie alla sua crescita ad altitudini da 1500 a 1700 mt. La zuppa d’orzo è un piatto molto buono ideale anche per chi vuole mangiare sano. Chi assume un piatto di questa zuppa, infatti, fa qualcosa per la sua salute visto che l’orzo contiene molte vitamine, calma lo stomaco, risveglia l’attività intestinale e lega le tossine.

Quindi ecco la mia zuppa d’orzo del contadino e buon appetito!

TEMPO DI COTTURA: 1 ora e 20 minuti circa

DIFFICOLTA’: facile

Mettere 80 g di orzo in un setaccio e sciacquarlo, tagliare a dadini 150 g di speck e arrostirli rapidamente insieme all’orzo in un padella abbastanza grande. Aggiungere 1,5 litri di acqua e appena l’acqua bolle aggiungere 2 cipolle, 2 carote, 2 patate e 1/4 di sedano lavati e tagliati a dadini piccoli. Cuocere per circa un’ora a fiamma bassa. Salare e pepare quanto basta dopo aver assaggiato il brodo.
Servire in una ciotola o in un piatto dai bordi abbastanza alti e dal diametro non troppo largo con erba cipollina tritata finemente.

CONSIGLIO: Potete servire la zuppa d’orzo decorata anche con l’aggiunta di 3/4 fette di speck arrostite nel burro, ma attenzione a non dirlo al dietologo!!!!

 

Le Specialità delle Dolomiti puntata 1: LO SPECK E I CANEDERLI

Come promesso inizia la mia avventura culinaria tra le ricette e la cucina sudtirolese partendo proprio dallo speck.Speck_5

Per i contadini del Sudtirolo la conservazione della carne macellata di fresco era sempre stato un problema. Come unica soluzione la carne in passato veniva salata e messa in una salamoia mista di acqua e vino, successivamente seccata e affumicata creando così lo speck, che ancora oggi viene preparato in questo modo.

Lo speck può essere gustato con il pane tagliato a fettine sottili oppure utilizzato per perfezionare il gusto di varie pietanze come i Canederli allo speck in brodo oppure per la Padella tirolese (Tiroler G’rostl). Ha un particolare sapore affumicato adatto anche a pietanze raffinate come il fegato o zuppe d’orzo.

Per lo speck va utilizzato un pane robusto che ancor oggi viene prodotto da diverse panetterie del Sudtirolo spesso aromatizzato con spezie qauli sesamo, finocchio, cumino e coriandolo Un pane tipico è la tortina di pane piatto fatto di farina di segale con impasto di pasta fermentata, internamente morbide ed esternamente croccanti.

Per esaltare al meglio lo speck vi propongo una ricetta classica facile facile dove lo speck la fa davvero da padrone: i Canederli allo speck in brodo!

TEMPO DI COTTURA: 15 minuti circa

DIFFICOLTA’: facile

Tagliare a pezzettini 3/4 pagnotte rafferme (circa 200 gr) e metterle in una casseruola, aggiungere 150 g di speck tagliato a dadini e 1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente. Sbattere 3 uova intere con 2 tazze di latte caldo e cospargere l’impasto del pane. Mecolare bene il tutto e lasciare riposare per circa 20 minuti, coprendo il tutto con un tovagliolo o uno strofinaccio (durante i 20 minuti ricordate di mescolare di tanto in tanto il pane in modo che l’impasto assorba bene e in modo omogeneo dappertutto il liquido, infatti il pane deve diventare umido e morbido senza spappolarsi). Nel frattempo rosolare nel burro 1 cipolla piccola tagliata a dadini, quando la cipolla sarà ben rosolata e raffreddata aggiungerla all’imposto insieme a 80 g di farina 0. Salare e amalgamare bene il tutto con cautela e lasciare a riposo l’impasto per almeno mezz’ora per far si che tutti gli aromi dei vari ingredienti si fondano insieme. Passata la mezz’ora formare delle palle piccole e ben compatte di circa 8-10 centimetri (per evitare che il composto appiccichi troppo le mani bagnatele di tanto in tanto con dell’acqua). Cuocere i canederli tutti insieme in 2 litri di brodo di carne saporito per circa 15 minuti e servirli nel brodo ben caldo, cospargendo con erba cipollina.

CONSIGLIO: Qualora l’impasto risultasse troppo potete conservarlo chiuso in un contenitore ermetico e posto in frigorifero per un paio di giorni al massimo.

LE SPECIALITA’ DELLE DOLOMITI

Quest’estate ho passato alcuni giorni tra le bellissime Dolomiti del Sudtirolo e mi sono innamorata della cucina tradizionale sostanziosa e varia. Da svariate specie di frutta, prima fra tutte le mele, l’uva, le castagne e le pesche fino alle zuppe delicate e corpose che rendono il ricettario del Sudtirolo gustoso e unico, plasmato dall’influenza secolare dei popoli vicini, dal clima e dalla vegetazione estremamente vari.

Quando si parla della cucina sudtirolese la mente corre ai canederli e allo speck, anche se essa offre molto di più. Ad esempio sui canederli ci sono quasi 30 ricette tra le quali, oltre ai famosi “canederli allo speck” ricordiamo la ricetta dei canderli di farina saracena detti “Plenten” e con le possibili variazioni al formaggio, agli spinaci, alla ricotta o alle patate.

Con questo post voglio inaugurare una nuova rubrica dedicata tutta alle specialità delle Dolomiti con ricette e spiegazioni utili a rendere più facile la loro conoscenza e la loro preparazione.

A questo punto non mi resta che augurarvi buon viaggio tra le Specialità (con la S maiuscola) delle Dolomiti e continuate a seguire la mia nuova rubrica!

A presto….