LE SPECIALITA’ DELLE DOLOMITI

Quest’estate ho passato alcuni giorni tra le bellissime Dolomiti del Sudtirolo e mi sono innamorata della cucina tradizionale sostanziosa e varia. Da svariate specie di frutta, prima fra tutte le mele, l’uva, le castagne e le pesche fino alle zuppe delicate e corpose che rendono il ricettario del Sudtirolo gustoso e unico, plasmato dall’influenza secolare dei popoli vicini, dal clima e dalla vegetazione estremamente vari.

Quando si parla della cucina sudtirolese la mente corre ai canederli e allo speck, anche se essa offre molto di più. Ad esempio sui canederli ci sono quasi 30 ricette tra le quali, oltre ai famosi “canederli allo speck” ricordiamo la ricetta dei canderli di farina saracena detti “Plenten” e con le possibili variazioni al formaggio, agli spinaci, alla ricotta o alle patate.

Con questo post voglio inaugurare una nuova rubrica dedicata tutta alle specialità delle Dolomiti con ricette e spiegazioni utili a rendere più facile la loro conoscenza e la loro preparazione.

A questo punto non mi resta che augurarvi buon viaggio tra le Specialità (con la S maiuscola) delle Dolomiti e continuate a seguire la mia nuova rubrica!

A presto….

Ricette Fatali

Buongiorno cari amici, oggi mi permetto di condividere con voi la lettura di un libro davvero divertente e unico trovato per caso: Ricette Fatali. Donne velenose in cucina. Storie, tecniche e ricette, di Katia Brentani, Damster Edizioni. ricette-fatali-libro-63046

Un libro davvero insolito che racconta come il veleno può essere il protagonista nelle nostre cucine attraverso prelibate e ricche ricette preparate con gli ingredienti giusti.

Si narrano, infatti, le storie e le leggende delle grandi avvelenatrici, che, amanti della cucina, preparavano sfiziosi piatti da offrire alla vittima designata con l’aggiunta di arsenico, Cantarella o “aceto per pidocchi”. Il cibo è pertanto un’arma letale, principalmente nel passato dove le donne hanno saputo sfruttare con maestria la natura stessa abbinata ad una buona dose di fantasia e conoscenza tecnica, provocando omicidi mascherati da morte naturale.

Mentre si ripercorrono le tracce di alcune delle più famose avvelenatrici della storia, c’è tutto il tempo di leggere sfiziose ricette preparate per creare dolci veleni senza l’aggiunta dell’ingrediente segreto, l’arsenico, scoprendo pertanto manicaretti del tutto innocui.

Fra curiosità, leggende e dolci ricette il libro si conclude con un racconto, Le ricette della trisavola, velenoso al punto giusto!

Il suggerimento arriva da un blog amico tutto da leggere http://microeditoria.com/

Le Arance della Salute e l’AIRC

Sabato 25 gennaio 2014 torna nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute e l‘AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro). Con un contributo di 9 euro riceverai 2,5 kg di LogoAIRCarance rosse e un numero speciale di Fondamentale con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione. Vai a visitare il sito dell’AIRC per trovare la piazza più vicina a casa tua così da comprare tantissime arance: ti fanno bene e fanno bene agli altri!!!!!

E una volta tornati a casa visitate il blog amico di LA CUCINA PSICOLA(VA)BILE DI IAIA E MAGHETTA STREGHETTA dove troverete ben 30 ricette a base di buonissime e succose arance!!!!

Buon appetito a tutti!

Italo Calvino: il sapore del racconto. Le ricette delle fiabe italiane

“Dieci fiabe, dieci regioni, dieci sapori diversi. In essi la tradizione e la cultura popolare, la magia della parola e quella del cibo. Cibo che è la chiave di volta di ogni narrazione: oggetto del desiderio e artificio fatato sospeso tra privazione e ricompensa nell’orizzonte antico e immutabile del mondo contadino. Proprio Calvino, d’altronde, aveva progettato di scrivere un racconto per ognuno dei cinque sensi, e quello dedicato al gusto si sarebbe dovuto chiamare Sapore sapere.”

Italo Calvino: il sapore del racconto. Le ricette delle fiabe italiane, Lina Grossi, Il Leone Verde edizioni

…tratto dal blog che parla di piccoli e medi editori http://microeditoria.com

Le Minicake di Aleta

Con il nuovo anno voglio deliziarvi segnalando un blog amico che riesce in ogni articolo a sintetizzare la bellezza e la dolcezza in piccole torte in pasta di zucchero e in pasta di mais … blog imperdibile per tutti gli appassionati del Cake Design!!!!

http://leminicakedialeta.wordpress.com (LE MINICAKE DI ALETA)

BUON 2014 A TUTTI DA KITCHEN MASSENT!!!!

 

La Dotta Confraternita del Tortellino dal 1965

Cari amici, questa sera voglio condividere con voi questo bellissimo articolo di Luca Livraghi sulla Dotta Confraternita del Tortellino che da tempo si impegna nella promozione della pasta per eccellenza dell’Emilia Romagna: i turtléin!

http://italiaiocisono.com/2013/12/04/la-dotta-confraternita-del-tortellino-dal-1965/

Castagno e Resistenza

Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani e Museo Audovisivo della Resistenza in collaborazione con il Comune di Fosdinovo e Crisoperla organizzano per questo fine settimana un’importante iniziativa presso il Museo Archivio della Resistenza a Fosdinovo (MS).
Venerdì 8 novembre 2013 dalle ore 15.30 si parte con “Castagno e Resistenza: una storia attuale”, un’importante giornata divulgativa e di confronto delle esperienze realizzate insieme a Ruggero Petacchi, entomologo della Scuola S. Anna di Pisa. Questo incontro vuole essere un’opportunità per instaurare un dialogo tra gli operatori, gli esperti e i curiosi, uno scambio di esperienze che dovrebbe tramutarsi in una specie di laboratorio permanente dedicato al castagno, ma anche alla tutela dell’ambiente e alla biodiversità.
Ovviamente all’Archivio della Resistenza piace declinare questo tema insieme alla passione per la storia, non solo perchè la castagna è stata per i 20 mesi della Resistenza il principale alimento dei partigiani e delle popolazioni di montangna, ma anche perchè credono nel legame forte tra conoscenza del territorio, delle tradizioni contadine e delle classi popolari e la salvaguardia della memoria (anche materiale).
Gli esperti chiamati all’incontro ci parleranno della situazione del castagno, del problema legato al cinipide, ma anche di un possibile rilancio della castanicoltura e degli usi alimentari.
A seguire non potrà mancare il solito momento culinario con una cena sociale “a tutta castagna” presso il Circolo Culturale enogastronomico “Archivi della Resistenza” (20 euro dall’antipasto al dolce, per prenotazioni consultare il sito www.museodellaresistenza.it).

 

La pappa al pomodoro

Quest’estate ho passato una settimana bellissima in Toscana, nella Valle dell’Arno, e, tra buon vino e piatti a base di Chianina e funghi, ho scoperto una ricetta davvero buona e semplice: LA PAPPA AL POMODORO! La mia ignoranza mi aveva portato a credere che fosse un’invenzione di Rita Pavone e invece, grazie al sole estivo, ho scoperto un piatto territoriale “povero” della cucina toscana di origine contadina. E’ un primo piatto composto da ingredienti tipici: pane casalingo toscano (non salato) raffermo, pomodori, spicchi d’aglio, basilico, brodo, olio extravergine di oliva toscano, sale e pepe… pochi ingredienti per un successo assicurato!

Per ottenere la vera pappa col pomodoro è necessario usare il pane toscano non salato e l’olio extravergine d’oliva della regione. La pappa col pomodoro può essere gustata anche fredda e sempre senza l’aggiunta di alcun tipo di formaggio. Per la ricetta mi sono ispirata  al link di una blogger davvero brava: la cucina della strega.com

È simpatico ricordare che la pappa col pomodoro fu conosciuta fuori dalla Toscana per la prima volta per il fatto di essere al centro di una delle più celebri pagine de “Il giornalino di Gian Burrasca” dello scrittore fiorentino Vamba. Inoltre negli anni ’60 del XX secolo, in occasione della trasposizione televisiva di questo libro, la pappa col pomodoro fu cantata in una celebre canzonetta di Rita Pavone (“Viva la pappa col pomodoro“) facente parte della colonna sonora dello sceneggiato, scritta da Lina Wertmuller e musicata da Nino Rota.